Capacity Market: Vicini Alla Completa Attuazione?

Corporate Alert | March.06.2018

Lo scorso 7 febbraio è stato reso noto che la Commissione europea ha sancito la compatibilità del mercato italiano della capacità (cd. capacity market) con la normativa UE in tema di aiuti di Stato.

Sebbene la versione integrale della decisione non sia allo stato ancora disponibile sul sito della DG Concorrenza (registro degli aiuti di Stato), dal comunicato stampa si apprende che, nel processo valutativo della Commissione, sia stata attribuita particolare rilevanza al prezzo di esercizio (cd. strike price):

"[…] Il meccanismo italiano possiede anche un elemento speciale che ne garantisce l'efficacia: quando i prezzi dell'energia elettrica raggiungono un determinato livello, insorge l'obbligo per le centrali elettriche selezionate mediante le aste di rimborsare una parte dell'aiuto di Stato, che possono finanziare con le entrate provenienti dalla vendita di energia elettrica. Pertanto, il meccanismo non solo assicura che la capacità sia disponibile, ma fornisce alle centrali elettriche un incentivo a utilizzarla per offrire la propria produzione sul mercato in situazione di carenza […]".

Ciò è assai interessante, poiché lo strike price è uno dei parametri di maggiore importanza per assicurare che la partecipazione al mercato avvenga a condizioni economiche sostenibili, anche in relazione agli investimenti per migliorare o manutenere gli impianti di generazione eligibili.

Ebbene, avendo appreso dal predetto comunicato stampa che:

"L'Italia […] collaborando strettamente con la Commissione, ha adottato diverse modifiche del progetto per garantirne la conformità con le norme UE sugli aiuti di Stato e in particolare con la Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020 […]",

gli operatori del settore attendono di conoscere le determinanti di tale fondamentale parametro.

Già infatti prima dell'approvazione comunitaria la fissazione del livello dello strike price era stata oggetto di confronto tra l'Autorità per l'energia e gli operatori. 

Nel documento di consultazione della scorsa estate (DCO 592/2017) l'Autorità aveva infatti previsto di innalzarne il livello da circa 80/90 euro / MWh (inizialmente prefigurati) a 125 euro / MWh a regime, salvo un possibile aumento per la fase di prima applicazione (250 euro / MWh).

Da più parti si era tuttavia rilevata l'esiguità di tali importi, soprattutto se comparati con il mercato della capacità irlandese all-island (anch'esso basato sulla cd. reliability option, seppur non equiparabile tout court all'esperienza italiana), ove lo strike price è fissato in 500 euro / MWh.

Ora, con l'approvazione comunitaria, si è giunti finalmente all'ultimo miglio: MiSE, Terna ed Autorità dovranno implementare formalmente il mercato, adottando il relativo decreto, definendo i parametri tecnico-economici e la concreta meccanica di funzionamento delle aste.

Secondo la stampa specialistica, è possibile che le autorità italiane abbiano proposto alla Commissione un disegno di mercato con parametri economici fissati in "[…] forchette molto ampie, in modo da poter calibrare i valori in base alle esigenze e anche agli esiti delle prime aste, senza dover rinotificare a Bruxelles […]" (Quotidiano Energia, 9.1.2018).

Ove quindi le caratteristiche del mercato rappresentate alla Commissione, e poi dalla stessa approvate, dovessero discostarsi da quelle oggetto di passata consultazione (da ultimo, con il DCO 592/2017), è ragionevole attendersi una consultazione con gli attori del mercato. 

Peraltro, la definizione dello strike price non è l'unico elemento di incertezza che residua anche a seguito dell'approvazione comunitaria.

Citiamo, tra gli altri:

- il cap al premio: strumento finalizzato a gestire il rischio di esercizio del potere di mercato in fase di avvio, il cui livello, secondo il DCO 592/2017, dovrebbe essere pari a 75.000 euro/MW/anno per la capacità nuova ed a 20.000 euro/MW/anno per la capacità esistente;

- il sistema di garanzie per la partecipazione al mercato: da un iniziale focus sulla patrimonializzazione degli operatori, sembra si sia virato verso il rilascio di garanzie di terzi tipicamente intese.

E' chiaro che entrambi gli elementi rivestono una importanza cruciale.

Il primo, per consentire agli operatori di elaborare, con congruo anticipo, le strategie di offerta; il secondo, per dar modo agli operatori in primo luogo di valutarne gli impatti concreti (ad es., in caso di vincoli interni al rilascio di garanzie) e, successivamente, di adempiere alle richieste del regolatore in tempo per la partecipazione alle aste (ad es. tempi tecnici per il rilascio delle garanzie). 

Cruciali dunque saranno le prossime settimane: monitoraggio della normativa in itinere e partecipazione ai processi di consultazione saranno determinanti affinché gli operatori possano valutare prima dell'avvio del mercato le strategie di approccio allo stesso e l'implementazione dei relativi requisiti legali (ad es. sistema delle garanzie).